Vita di Milarepa.

All'interno del complesso panorama del Buddhismo Tibetano si inserisce la figura del "santo" Milarepa qui tratteremo in breve la sua vita.

Nato nel 1051 e morto nel 1135, questo personaggio è stato un grande maestro di spiritualità, un poeta, un eremita e pure uno stregone.

La sua vita, splendidamente narrata dal suo allievo Rechung, ci introduce all'interno di una tradizione del Buddhismo per molti tratti del tutto sconosciuta agli occhi occidentali.


Comprendere, in minima parte, il Buddhismo Tibetano, significa entrare in un'ottica di santità incarnata in un'altra dimensione religiosa, in una tradizione di più di mille anni. L'occasione è quella di osservare la diversità delle narrazioni e di ampliare lo spettro velato della "storia unica".


Il padre di Milarepa era un uomo di un'ottima reputazione e con possedimenti e beni ma, quando Milarepa era ancora piccolo, morì lasciando il suo testamento.

Usanza secondo il testamento tibetano era quella di lasciare i beni ai membri della propria famiglia, così il padre lasciò tutto ai suoi fratelli e zii di Milarepa, a condizione che restituissero la casa e il campo a Milarepa stesso, quando avesse avuto l'età per gestirlo.

Purtroppo, quando arrivò il tempo, gli zii non restituirono niente a Milarepa, né a sua sorella né a sua madre, così la madre lo mandò a studiare magia nera con l'intento di vendicarsi.

Milarepa andò così da un vecchio saggio che gli insegnò l'arte della distruzione e in questo modo riuscì a compiere la sua vendetta contro gli zii ordita dalla madre, mandandoli in rovina.


Dopo aver realizzato il suo obiettivo, Milarepa sentì di avere macchiato in maniera permanente il suo Karma, si sentì colmo di peccati per aver compiuto diversi crimini.

Così inizia la storia della sua santità.

Milarepa si spinse alla ricerca di un lama, ovvero di un maestro, un santo, che lo prendesse come discepolo e gli insegnasse la via per raggiungere l'illuminazione e la purificazione dai peccati capitando, dopo aver consultato un primo maestro, al cospetto del lama Marpa.

Marpa era un grande maestro che aveva viaggiato per molti anni in India e che aveva tradotto i testi del Buddhismo dal sanscrito, Milarepa chiese un'infinità di volte di poter essere ammesso come suo studente, ma Marpa lo umiliò con un numero impressionante di prove e richieste.

Il racconto ci pone davanti i limiti fisici e spirituali ai quali Milarepa fu portato dal suo maestro ed evidenzia l'apparente crudeltà di un grande santo come Marpa nei confronti di quello che poi definirà il suo più caro discepolo.

La moglie del lama poi si dimostra una figura di amore insostituibile nelle prove di Milarepa e lo aiuta in ciò che può consolandolo. Dopo molto tempo e molte prove, Marpa lo accetta come suo discepolo, iniziandolo alle pratiche di meditazione più segrete.


La storia si racchiude nella terza fase della vita del santo, il quale si ritira in meditazione e diventa, dopo altre numerose prove, grande maestro a sua volta.

Nonostante la linearità degli eventi supponga una narrazione veloce, il racconto si arricchisce di versi del santo poeta che, quando si esprime, molto spesso intona dei bellissimi canti poetici.

La vita di Milarepa non solo mostra il Buddhismo Tibetano nella sua vitalità di pratiche e culti ma racconta anche a tutte le persone che la santità è realizzabile sempre.


Ovviamente il contesto religioso, le tradizioni e le pratiche sono completamente distaccate dal modo di intendere occidentale ma mostrano la loro forza nel renderci parte di una "Buona-Novella", perché questo era il nome di Milarepa dato da suo padre, nella quale si mette in luce la straordinarietà della vita.

Milarepa fu davvero scosso dai crimini e dagli errori che compì e passò tutta la vita cercando di andare oltre ad essi e oltre a se stesso, ma la strada che dovette compiere ci viene detto che fu piena di ostacoli, ma la ricompensa immensa.

Il carattere esotico e sperduto di questa storia ai nostri occhi può apparire come un mito o una leggenda ma rappresenta appieno una tradizione religiosa molto forte e produttiva nella storia del panorama asiatico.

I racconti della vita quotidiana, il cibo, le offerte che si lasciavano di posto in posto, questi dettagli ci parlano di un mondo lontano e comunque non del tutto sconosciuto, questa è la forza del superare la "storia unica".


Al pari di storie di grandi santi di ogni religione, la storia di Milarepa ci racconta che è possibile perseguire una vita di santità e che gli errori e i crimini commessi possono essere superati e vinti, perdonati.

Il cuore del racconto è la devozione particolare alla santità stessa, la quale è materia di ogni religione.


Maestro Emanuele


Se vuoi leggere la vita di Milarepa, sostieni una libreria indipendente e acquista il libro qui: https://www.bookdealer.it/libro/9788879843553/vita-di-milarepa