UdA: Unità di Apprendimento.

Siamo all'apogeo della didattica.

Eccoci davanti alla chimera che terrorizza ancora oggi, a distanza di quasi vent'anni, parte della scuola italiana.

La pedagogia cambia nel tempo ed è necessaria sempre una rilettura riflessiva sul proprio operato didattico, il quale dovrebbe garantire il migliore degli apprendimenti possibili. I docenti sono stati chiamati e sono chiamati continuamente a includere in quelle che sono le loro conoscenze e competenze nuovi modus operandi e strategie didattiche.

In questa dinamica di riflessione si inserisce la "novità" che apportò l'avvento delle Unità di Apprendimento nel lontano 2003. Vediamo di cosa si tratta e come si esplica tale novità.

Prima delle UdA si lavorava tramite UD, o Unità Didattiche, descriviamo brevemente quest'ultime.

Le UD erano uno strumento di programmazione e monitoraggio delle attività didattiche che, oggi, possiamo dire essere abbastanza sterili. Le UD impostavano la didattica a partire dalla materia di riferimento in modo molto autoreferenziale, non c'era uno slancio aperto verso l'interdisciplinarietà e soprattutto verso la trasversalità delle competenze.

Di più, le UD erano centrate sul formatore e sulle conoscenze/abilità, le UdA invece sull'alunno e sui suoi bisogni specifici nonché sulle competenze.

Non vorrei che si intendesse che tutto ciò che è stato fatto prima dell'avvento delle UdA fosse robaccia, intendiamoci, ma l'istruzione cambia con il tempo e probabilmente le UdA sono davvero ad oggi l'apogeo della didattica.

Vediamo assieme le prospettive nelle quali si inseriscono le UdA.


La didattica è il sapere che ha per oggetto l'azione di insegnamento, in esso si inserisce il contesto concreto, formato dall'insegnante, l'allievo, i contenuti culturali da affrontare e le situazioni di vita di ognuno.

La didattica è una ricerca continua, perché continua? Perché è riflessiva, quindi si apre alle criticità che l'insegnamento stesso produce nella dinamica dell'apprendimento. Una delle frasi che esplicano bene il cambiamento avvenuto con l'avvento delle UdA è che siamo passati in didattica da un conoscere per agire a un conoscere sull'agire.

Immaginiamoci l'agire educativo come un cerchio e non come una retta, le tre fasi principali nello sviluppo di un determinato apprendimento passano attraverso tre processi che sono: la progettazione, l'azione didattica e la valutazione.

Se immaginassimo appunto questo processo come una retta, ci sarebbe poco spazio per la riflessività. Immaginando invece un cerchio, alla fine dell'agire educativo cioè al momento della valutazione, essa serve necessariamente per la successiva progettazione. Riflettendo sugli esiti della valutazione (nonché sull'autovaultazione che si ha sia da parte degli alunni che dell'insegnante) si innesta giocoforza la riflessione per la successiva programmazione.


L'agire educativo delle UdA ha un fine: lo sviluppo delle competenze.

Volendo poi definirle in maniera semplice, possiamo dire che le competenze esplicano il "saper usare conoscenze, abilità e capacità per lo sviluppo personale e professionale". A volte si semplifica pure troppo relegando le competenze al solo "saper agire", mentre sarebbe più corretto includere in esse anche il saper analizzare e il saper relazionarsi.

Le competenze poi si possono dividere in Competenze Chiave (non si parla ancora delle 8 Competenze Chiave Europee anche se a quelle si farà poi riferimento) e Soft Skills o competenze relazionali basilari.

Ma in che modo le UdA vorrebbero garantire lo sviluppo di queste competenze?


Utilizzeremo, per parlare di UdA, una mappatura dell'apprendimento più ampia nella quale le UdA si inseriscono: la Mappa di Kerr. Questa mappa imposta la scuola come un Campo Pedagogico.

Questa mappa si può considerare il "canovaccio" per eccellenza nella modulazione di un Curricolo, o processo educativo.

Come si può vedere, l'interdipendenza dei diversi fattori devono garantire unitarietà all'agire educativo, analizziamo insieme i diversi elementi e vediamo dove si inseriscono le UdA.

Nei Traguardi troviamo la Preparazione dell'agire educativo. Ci si pone la domanda sul perché insegnare/apprendere, ovvero cosa vogliamo raggiungere. Qui si inseriscono infatti i Traguardi di Sviluppo, gli Obiettivi di Apprendimento e le 8 Competenze Chiave Europee.

I Contenuti rappresentano l'Elaborazione e rispondono alla domanda: cosa insegnare/apprendere? Qui ovviamente entrano in gioco i contenuti delle diverse discipline e le conoscenze e abilità che si vogliono sviluppare nell'agire educativo.

La Valutazione è volutamente affrontata per penultima, è la Manutenzione del sistema, risponde al come valutare il processo di insegnamento/apprendimento. Da qui troviamo gli strumenti per valutare o autovalutare e ci inseriamo anche le certificazioni delle competenze, necessarie per il profilo in uscita di ogni studente (PECUP).

Ultimi ma non ultimi, essendo questa mappa un dialogo perpetuo tra le varie componenti, i Processi Formativi ovvero l'Implementazione dell'agire didattico. Questi si pongono la domanda su: come insegnare/apprendere?

Proprio qui, tenendo come indispensabile l'elemento dell'Ambiente di Apprendimento, si inseriscono le UdA.

Pur essendo parte di questa dinamica di insegnamento/apprendimento, le UdA sono anche il documento (tra i documenti) per eccellenza che rendono ragione di questo processo organizzativo dell'agire educativo.


Nelle UdA la struttura segue esattamente questa impostazione curricolare per creare un documento che sintetizzi l'esperienza di insegnamento/apprendimento legata a un certo argomento o tema. In soldoni (ma lo vedremo nell'esempio di UdA che vi lascerò in fondo), le UdA esprimono i traguardi, i contenuti, i processi formativi e i metodi di valutazione legandoli all'attività disciplinare che si andrà a fare concretamente in classe.

Ricordiamo comunque che una UdA è comunque "solo" un canovaccio, sicuramente strutturato con una sua scientificità ma mai esauriente di tutta l'esperienza. Ecco perché un insegnante lungimirante abbisogna di altri strumenti, quali ad esempio il Diario di Bordo, con il quale può tracciare la sua esperienza per poi ripensare il suo agire educativo alla luce dei risultati ottenuti.

Altro punto imprescindibile quando si parla di UdA: esse sono coagulate su un Compito Autentico.

Se lo sviluppo di competenze essenziali per la vita e non "per la scuola" sono il fine delle UdA, il compito richiesto in classe non potrà essere un semplice "test" ma una vera è propria prova autentica, la quale metta in risalto non le conoscenze/abilità, quanto le competenze che l'alunno ha sviluppato.

Un esempio semplice ma efficace: nella scuola italiana, quando si spiega il sistema metrico, si passano mesi e mesi a fare esercizi di conversione da m a cm da mm a dm ecc..

Nelle scuole dei paesi nei quali le UdA rispondono all'esigenza di avere compiti autentici, invece, si spiega in una lezione il sistema metrico e il resto del tempo si impiega in falegnameria a costruire un oggetto (ad esempio un go-kart!) con il quale poi si farà una gara tra studenti a fine anno, per intenderci.

Il contenuto quindi, che è il sistema metrico, non è più un semplice contenuto, bensì il mezzo attraverso il quale l'alunno deve confrontarsi per realizzare qualcosa di concreto. C'è da ripensare molto della scuola italiana alla luce di questi semplici esempi.

Insomma, dopo aver tessuto le lodi delle UdA, mettendone in risalto le caratteristiche che le legano all'agire educativo, andiamo a vedere come si compone.

Titolo.

Motivazione: Una spiegazione della UdA, descrive in modo discorsivo il perché si è scelto di affrontare un dato argomento.

Gruppo classe: Questa parte è fondamentale perché mira a mettere in risalto il gruppo classe con le sue virtualità e criticità. Essendo la classe un gruppo eterogeneo, non si può prescindere dai singoli alunni nello stilare un percorso di apprendimento che tenga in considerazione i bisogni di ognuno.

Tempi: Si esplicano i tempi nei quali si intende arrivare a raggiungere gli obiettivi proposti.


Riferimento al PECUP: Cioè il "profilo Educativo, Culturale e Professionale in Uscita", il quale comprende anche le categorie sotto elencate.

Competenze chiave: Facendo riferimento alle 8 Competenze Chiave europee si mettano in risalto quelle che l'UdA si propone di aiutare a sviluppare negli alunni.

TSC: Ovvero i Traguardi per lo Sviluppo delle Competenze, i quali vengono declinati dalle indicazioni nazionali vigenti.

OdA: Obiettivi di Apprendimento, presi anch'essi dalle indicazioni nazionali e declinati in Conoscenze e Abilità, coagulati poi nelle

Competenze.

Competenze Trasversali: Se l'UdA proposta si lega ad altre materie può essere il caso che vi sia anche uno sviluppo di competenze trasversali, ovvero che fanno riferimento anche ad altre materie.


Descrizione attività: In base ai tempi stabiliti si declinano le attività da svolgere per ogni lezione.

Metodologie: Sempre seguendo la scaletta dei tempi e delle attività si esplicano le metodologie da adottare durante le lezioni. Si tenga presente che una grande varietà di metodologie permette di arrivare con più possibilità al raggiungimento degli stessi obiettivi nonostante i diversi bisogni degli alunni.


Valutazione: Questa parte riassume e integra il percorso stabilito fin qui, attraverso la Verifica ed il Compito autentico.

Verifica: Declinata in Dimensioni ed Indicatori. La Verifica è la spiegazione di come si intende monitorare il Compito autentico e ovviamente la "partecipazione" dell'alunno. Stabilire gli indicatori permette di sapere cosa si cerca di sviluppare e come si intende verificare, appunto, il raggiungimento o meno di tale sviluppo.

Compito autentico: Spiegare in cosa consiste la "prova finale", ovvero il compito di realtà che i ragazzi dovranno svolgere. Il compito ovviamente non può prescindere dagli indicatori di Verifica stabiliti. Compito autentico può essere la realizzazione di un artefatto.

Scheda di Autovalutazione: Importantissima e spesso e volentieri non usata è l'attività di autovalutazione che l'alunno svolge al completamento della UdA. Metodo molto utile per la responsabilizzazione dell'alunno e per il suo automonitoraggio.


Le UdA sono lunghe da stilare, richiedono uno sforzo enorme e soprattutto la possibilità che ci debba essere un ripensamento completo dell'agire educativo che magari si è dato per buono per molto tempo.

Agli insegnanti però è richiesto spirito critico in primis su loro stessi e sui loro metodi. Allego qui in fondo un documento PDF con un'Unità di Apprendimento stilata da me, quindi ovviamente la materia di riferimento sarà Religione.


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Grazie per l'attenzione,


Maestro Emanuele


UdA Un giorno al mercato
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