Storia di Mosè.

Aggiornamento: 3 mar 2020

Il racconto della vita di Mosè si trova nel libro dell'Esodo, il secondo libro della Bibbia, successivo a Genesi.

Dopo che i figli di Giacobbe si trasferirono in Egitto, invitati da Giuseppe, passarono molti anni (circa 400) e molte generazioni, siamo circa tra il 1550 ed il 1180 aC. Arrivò un giorno un faraone che non conosceva Giuseppe e, preoccupato dal numero degli Ebrei dopo così tanti anni, li rese schiavi. Addirittura il faraone ordinò di uccidere tutti i figli maschi degli ebrei, di modo che rallentasse la loro crescita numerica.


Durante questo periodo, una madre ebrea nascose suo figlio in una cesta e lo depose sul fiume Nilo, il quale portò la cesta alla dimora del faraone, dove lo trovò la moglie di quest'ultimo.

Il bambino salvato dal Nilo divenne figlio del faraone.

Un giorno, vedendo un ebreo che veniva punito durante i lavori forzati, uccise la guardia egiziana che lo stava maltrattando e, quando si seppe in giro, fuggì nel paese di Madian.

Qui vi salvo delle ragazze da dei briganti, queste erano le figlie del sacerdote di Madian, Ietro, il quale gli diede in moglie sua figlia Zippora.


Un giorno Mosè era a pascolare il gregge di Ietro presso il monte Oreb quando gli apparve Dio sotto forma di un roveto infiammato che non si consumava.

Dio ordinò a Mosè di andare a liberare gli ebrei dall'Egitto promettendo di aiutarlo. Il nome di Dio è "Io sono colui che sono", YHWH (impronunciabile).

Mosè partì per l'Egitto dove incontrò il faraone. Quando il faraone sentì la richiesta di Mosè si infuriò e moltiplicò il lavoro degli schiavi ebrei.

Dio parlò a Mosè e gli disse di mettere in pratica le grandi opere di Dio per convincere il faraone a lasciar partire il suo popolo.


«Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: «Mosè! Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio.»


Le dieci piaghe.


Dieci furono i prodigi operati da Dio per riuscire a liberare il suo popolo dall'Egitto tramite Mosè. Dopo ogni piaga Mosè tornava dal faraone a chiedere la libertà degli ebrei e ogni volta il faraone rifiutava.


1 Acqua del Nilo diventa sangue 2 Invasione di rane

3 Invasione di zanzare 4 Invasione di mosche

5 Morte del bestiame 6 Malattia alla popolazione

7 Pioggia di fuoco e ghiaccio 8 Invasione di cavallette

9 Tenebre per tre giorni


La decima piaga fu quella che convinse il faraone. Dio disse a Mosè di far segnare con il sangue di un agnello le porte delle case degli ebrei. Lo spirito di Dio sarebbe passato quella notte e avrebbe ucciso tutti i primogeniti delle case non segnate dal sangue, così fu.

Quella notte morirono tutti i figli primogeniti egiziani, compreso quello del faraone, il quale cacciò finalmente gli ebrei dall'Egitto.

Questa notte di liberazione viene ricordata dagli ebrei nella festa di Pesach.


Quando il popolo degli ebrei guidato da Mosè arrivò davanti al Mar Rosso si presentarono gli egiziani e il faraone, il quale aveva cambiato idea e voleva portare l'esercito egiziano contro il popolo indifeso. Dio intervenne bloccando l'esercito del faraone e ordinò a Mosè di usare il suo bastone per aprire il mare.

Così Mosè fece, stese la mano e aprì il mare, cosicché vi entrarono gli ebrei intenti ad attraversarlo.

Quando furono tutti dall'altra parte, e gli egiziani dietro di loro ancora impegnati nell'attraversamento, Dio per dimostrare la sua potenza al popolo ebraico, chiuse le acque del mare annegando tutti i soldati del faraone.


Israele nel deserto.


Quando furono nel deserto, dopo aver già visto altri prodigi compiuti da Dio, Mosè fu chiamato sul monte Sinai, dove Dio vi appariva in una terrificante nube. Sulla cima del monte Mosè ricevette il Decalogo, i 10 comandamenti.

Dio insegnò poi a Mosè come costruire un Tabernacolo, un tempio per Dio di maestosa bellezza e magnificenza, e lo istruì a segreti arcani per 40 giorni nei quali Mosè visse con Dio. Ma in questi 40 giorni gli ebrei si erano dati all'idolatria, costringendo Aronne a costruire una statua d'oro da adorare, quando Mosè vide tutto questo, distrusse le tavole della Legge, punì i trasgressori con la spada e si ritirò altri 40 giorni a riscrivere i comandamenti.

Dopo questi eventi fece costruire il Tabernacolo e istituì il sacerdozio. Grazie alle leggi furono istituite norme rituali e precetti per regolare la vita del popolo.

Il popolo si ribellò altre volte e altre volte il Signore si manifestò con prodigi, a causa di un grande dubbio sull'assenza prolungata di Dio, a coloro che erano partiti dall'Egitto, compreso Mosè, fu proibito di entrare nella Terra promessa una volta arrivati.

Mosè morì vedendo la terra promessa a Israele dall'alto.

Le leggi passate da Dio a Mosè sono contenute nei libri successivi al libro dell'Esodo, gli ultimi tre del Pentateuco: Levitico, Numeri e Deuteronomio. Il tema di fondo del Levitico è come comportarsi in modo adeguato alla presenza divina, Dio è santo, il popolo perciò deve essere santo. Da qui l'istituzione del sacerdozio levitico, sistema essenziale per giudicare purità e impurità e per gestire il culto.

Il libro dei Numeri contiene in sostanza il passaggio del popolo di Israele dalle pendici del monte Sinai al confine con la Terra Promessa, tratta della fiducia del popolo nei confronti di Dio.

Il Deuteronomio è la rilettura delle leggi dell'Esodo in un'altra chiave, sono discorsi tenuti da Mosè prima di scendere a Caanan.