Storia dell'Induismo.

Le origini della religione Hindū sono antichissime, risalgono fino al 2500 aC., in questo periodo, nella valle dell'Indo, sorsero due città: Harappa e Mohenjo-daro, le quali erano un'unica culla di civiltà, forse proprio in questo periodo si ebbe una primordiale fase di quello che si sarebbe presentato poi come Induismo.

Entro 1000 anni dalla nascita di queste due città però, la popolazione degli Arii, che veniva dall'Asia centrale e quindi da Nord, riuscì a sottomettere la civiltà della valle dell'Indo. Avanzando sempre più a Sud e costringendo la vecchia popolazione a spingersi ancora più a Sud verso l'India, gli Arii generarono sia un miscuglio di popoli, sia una fusione di culture e civiltà.

C'è chi dice che sia proprio in questo periodo che si ha la separazione tra persone di pelle chiara e persone di pelle scura, così come la suddivisione in Caste, ovvero classi sociali di persone più importanti e persone meno importanti.

Fase Vedica e Upaniṣad.


Proprio questa divisione delle persone in Caste, o classi sociali, fu alla base dello sviluppo che ebbe ulteriormente il dominio degli Arii sulle popolazioni che mai erano state sottomesse.

Dal 1500 all'200 aC. si ebbe la cosiddetta "Fase Vedica", ovvero una fase di produzione soprattutto letteraria, nella quale vengono appunto redatti i Veda, ovvero i testi sacri riguardanti le norme sacrificali per i Brahmani. Proprio i Brahmani, i Sacerdoti di questo nuovo popolo, si imposero come classe dominante, superiore alle altre, creando un dislivello che a lungo andare diventò inaccettabile per la popolazione, ciò che si vedeva era solamente una partecipazione esteriore, legata al sacrificio e non profonda e spirituale.


Proprio per il suo culto solamente legato ai gesti e alle formule scritte nei Veda, divise in Rigveda, Samaveda, Vajurveda e Atharnadeva, la Casta sacerdotale entrò in crisi e da questa crisi si generarono diverse scuole filosofiche e religiose, le Darśana.

Furono proprio queste scuole le autrici delle Upaniṣad, ovvero testi filosofici in aggiunta ai Veda, scritture ritenute sacre. I Veda e le Upaniṣad sono le scritture Śruti, ovvero "ascoltate", vera e propria rivelazione divina.

Le scritture Smṛti invece sono quelle "ricordo", ovvero la tradizione epica successiva, la quale ha consolidato molto il sentire religioso della tradizione induista.


Rimane comunque fondamentale il cambiamento introdotto dalle Upaniṣad, il culto e il sacrificio dei Brahmani perdette consenso e si passò piano piano a scritture che passavano in mano a Gurū, maestri spirituali, i quali le commentavano.

Upaniṣad infatti significa "sedersi accanto" inteso ovviamente come stare accanto ad un maestro per ascoltare e meditare in silenzio. Non crea meraviglia sapere infatti che proprio nel periodo di formazione e di consolidamento delle Upaniṣad si svilupparono il Buddhismo e lo Janismo. Questo infatti era ciò che questi testi hanno portato alla luce nel corso del loro sviluppo, meditazione e interiorità, esperienze messe poi "in ordine" attraverso scuole di interpretazione filosofiche, le Darśana.


Il quesito, la domanda principale che queste scuole si ponevano riguardava il rapporto tra Brahman e Ātman, tra Assoluto e Individuale, relativo. Il problema riguarda ancora oggi la loro unione o la loro distinzione, se le persone fossero unite o separate dall'Assoluto era ed è la materia delle interpretazioni dei vari Gurū.


Revisione vedica.


Fu tra il III secolo aC. e il IX secolo dC che si ebbe un periodo di revisione dei testi Veda. Il sacrificio venne interpretato e fatto solo con offerte della natura e non più con animali. Si assistette alla creazione del Manusmṛti, un sistema di legislazione brahmanica alla base del diritto civile e religioso.

Sempre in questo periodo poi si andarono formano i grandi poemi epici come il Mahābhārata, il quale contiene la Bhagavadgītā e il Rāmāyaṇa, la grande storia di Rāma. Questi poemi hanno influenzato il pensiero e la mentalità indiana molto profondamente. Nel IV secolo dC al potere vi fu l'Impero Gupta, vasto e prospero, viene ricordato questo come un periodo di pace e abbondanza, si ha la stesura dei Purāṇa, ovvero dei testi sulla vita sociale e culturale Hindū.

Nel periodo che va dalla Fase vedica a più o meno il V secolo dC il movimento culturale, religioso e sociale era sempre rimasto al Nord, al Sud erano ancora arretrati culturalmente. Questo cambiò radicalmente quando la parte del Nord fu costretta a spostarsi a Sud a causa degli attacchi degli Unni che iniziavano a conquistare l'Asia. La purezza degli indiani del Nord si mescolò a quella degli impuri del Sud, e proprio qui si spostò la direttrice culturale e religiosa.