Lo Scisma di Oriente 1054.

Aggiornato il: 24 mar 2020


La parola Scisma viene dal greco e significa "dividere".

Infatti quando si parla di Scisma di Oriente o "Grande Scisma", ci riferiamo e pensiamo alla divisione ufficiale che ci fu tra i Cristiani della parte ad Occidente di quello che rimaneva dell'Impero Romano e i Cristiani che stavano dalla parte Orientale di questa linea immaginaria che costituiva invece il nuovo Impero Bizantino.

La storia non si fa in qualche giorno, questo è certo.

Il processo di divisione che queste due grandi parti o, com'è giusto chiamarle Confessioni Cristiane, hanno affrontato è stato lungo secoli e secoli.

All'inizio vi era una Pentarchia. Un governo di 5 grandi Chiese.

Già dai primi secoli nei quali il Cristianesimo nascente andava consolidandosi, Roma e Antiochia fondate dall'Apostolo Pietro, riconoscevano una grande importanza alla Chiesa di Alessandria, fondata dal discepolo di Pietro, san Marco.

A queste 3 vi si aggiunsero le Chiese di Gerusalemme e di Costantinopoli.

La Chiesa di Roma non riconobbe mai lo stesso "primato" che riteneva di avere alle altre Chiese, le altre Chiese non fecero però lo stesso.

Già nel 451 vi fu un'importante riunione di Vescovi e capi delle Chiese, un Concilio, a Calcedonia, dove si decise e si stabilì che Gesù è una persona con due nature, umana e divina. Il Concilio però riportava anche la dicitura "nuova Roma" per la città di Costantinopoli, la quale già si paragonava per prestigio politico ed ecclesiale alla Chiesa del Papa.

Questo perché successe? Uno dei tanti motivi poteva essere il declino dell'Impero Romano di Occidente. Sappiamo infatti che il crollo e la sconfitta di quella parte dell'Impero avvenne nel 476, pochi anni dopo che Costantinopoli si era dichiarata "nuova Roma". Sicuramente a Roma questo non piacque, ma il suo potere andava piano piano esaurendosi assieme a quello dell'Impero Romano di Occidente.


Altri avvenimenti lungo il corso dei secoli mettono in mostra le divisioni tra le due parti. La Chiesa di Roma prese la parte dello stato che non esisteva più, la quale era ormai di dominio dei popoli Germanici e Barbari e iniziò ad amministrare le cose pubbliche, prese la parte del governo statale. Questo allontanò la Chiesa romana da quella di Costantinopoli, le quali si vedevano già portatrici di due culture molto diverse.

A Roma si parlava il latino, a Costantinopoli il greco, diminuiva sempre più il numero di persone bilingui, per questo già era molto difficile capirsi nel parlare!

Oltre a questo, quando la Chiesa di Roma prese ad appoggiare il re dei Franchi Carlo Magno, incoronato imperatore a Roma nell'800, la Chiesa di Costantinopoli ne rimase oltraggiata e si sentii tradita, vedeva sorgere infatti un Impero che poteva eguagliare la potenza di quello di Oriente.


Il culmine, il massimo della divisione si ebbe però nell'867.

Il Vescovo di Costantinopoli Ignazio I viene sollevato dal suo incarico per uno scandalo e al suo posto diventa vescovo Fozio, nell'857.

Il Papa di Roma Niccolò I accusa Costantinopoli di aver tolto l'incarico a Ignazio I per errore, esige obbligatoriamente che Fozio, il nuovo vescovo, smetta di esercitare.

Fozio risponde nell'867 con uno scritto nel quale condanna la Chiesa di Roma di voler imporre regole a tutti, accusandoli apertamente. Quali regole?

La Chiesa di Roma esigeva infatti:

- Il Celibato dei preti, ovvero che i preti non avessero moglie e famiglia.

- La proibizione ai preti di dare Cresima, compito del solo Vescovo.

- Il digiuno di sabato obbligatorio per i preti.

- Inizio della Quaresima il mercoledì delle ceneri.

Il Filioque. ORTodossi - CATtolici

Ma le accuse più importanti riguardavano il Credo (Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente.. ). L'accusa era fatta sul cosiddetto Filioque, l'aggiunta secondo la quale lo Spirito Santo procederebbe attraverso il Padre e attraverso il Figlio all'interno della Trinità. La Chiesa di Costantinopoli non accettava che lo Spirito Santo procedesse dal Padre e dal Figlio, ma unicamente e solo attraverso il Padre.

Fozio e il suo scritto gettarono le basi per la divisione che si ebbe poi nel 1054.


Il grande Scisma si consumò tra le mani del Vescovo latino Umberto di Silvacandida, il quale fu mandato da Roma a Costantinopoli per cercare di riparare i rapporti. Il Patriarca Michele Cerulario fu oggetto di Scomunica da parte del Vescovo Umberto di Silvacandida e la Scomunica, atto che esclude qualcuno dalla Chiesa, fu interpretato come Scomunica a tutta la Chiesa di Oriente.

Di risposta, il Patriarca scomunicato Michele Cerulario a sua volta firmò una Scomunica per il Vescovo Umberto di Silvacandida. Da questo evento, le due Chiese, si respinsero a vicenda, creando nel 1054 la prima grande divisione religiosa della storia del Cristianesimo. Da questo momento ci sarebbero state le Confessioni Cattolica "universale" e Ortodossa "che segue la retta dottrina".


Ovviamente un periodo di tempo così lungo non si può riassumere né in maniera chiara, né del tutto in poche righe. Non abbiamo parlato dell'avanzata in Africa del Nord dell'Islam, altro fattore che influì sulla divisione tra le due parti. Molte altre cause avevano creato un clima di stress tale che l'unica soluzione, evidentemente, fu la rottura.

La divisione è comunque presente ancora oggi, nonostante si sia instaurato un dialogo pacifico e costruttivo tra le due parti che oggi si chiama Ecumenismo.