Le persecuzioni.

Aggiornato il: 10 mar 2020

Dopo l'arrivo dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste, gli apostoli si dedicarono alla predicazione del Kèrigma e si esposero alla comunità di Gerusalemme. I racconti sono contenuti nel Nuovo Testamento, nel libro degli Atti degli Apostoli, dopo i 4 Vangeli. Molte persone furono convertite al cristianesimo nascente tra quegli che erano ebrei e pagani nel popolo.

Ermitage, San Pietroburgo
Pietro da Cortona, Il martirio di santo Stefano, 1600ca

Questa espansione del cristianesimo e le conversioni non piacquero ovviamente alla casta sacerdotale guidata dal sommo sacerdote, i sadducei, i quali presero provvedimenti contro gli apostoli e i discepoli. Il primo martirio citato è quello di santo Stefano, condannato senza una reale ragione a morte per lapidazione (At 6, 7-7, 60).

Sempre nel libro degli Atti si racconta poi dell'uccisione di Giacomo il maggiore da parte del re Erode Agrippa (At 12 1-2).


Anche da parte dell'Impero romano i cristiani furono perseguitati. Furono 10 le persecuzioni più violente, iniziate nel 64 dall'imperatore Nerone, in quest'ultima sarebbero stati uccisi anche san Pietro e san Paolo.

Le accuse per i cristiani erano principalmente riferite al fatto che essi non rispettassero i culti e gli dei pagani. I cristiani erano contrari alla crudeltà degli scontri tra gladiatori nelle arene e alla schiavitù. Riconoscendo la regalità di Gesù era come se non riconoscessero l'autorità dell'imperatore stesso, per questo il governo romano non li aveva in simpatia. Alcune accuse addirittura citano i cristiani come cannibali perché si riunivano nelle domus ecclesiae a mangiare il "corpo di Cristo".

Il cristianesimo rimase illecito, fuori legge, per tutto questo periodo fino al 311-313, anni degli editti di Milano e di Sardica. In questi 250 anni si alternarono comunque periodi di tolleranza che permisero al cristianesimo di continuare ad espandersi, faticosamente, specie durante i periodi di intolleranza che portavano a vere e proprie stragi di cristiani. Nonostante i due editti sopra citati, altre persecuzioni hanno toccato i cristiani nella storia, tra il 313 e il 380, anno dell'editto di Tessalonica, Giuliano l'Apostata riprese le violenze sui cristiani. Successivamente in varie parti del mondo si ebbero movimenti persecutori nei confronti di cristiani, il cristianesimo però riuscì a resistere e a costituire solidamente la sua Chiesa.

Martire.


La figura del martire rappresenta una persona che in nome della propria fede o di un proprio ideale subisce violenza o addirittura la morte.

Per la Chiesa cattolica esistono 3 tipi di martirio: bianco, verde e rosso. Il primo consiste nella rinuncia a ciò che si ama a causa di Dio, il secondo si riferisce a digiuni e angustie sofferte, il terzo riguarda la sofferenza della violenza o la morte, quest'ultimo è considerato un veicolo di santità paragonando il sacrificio del martire a quello di Gesù.

I cristiani sono attualmente perseguitati in diverse parti del mondo.


Oppressi.

Si può senza dubbio associare alla figura del martire quella del difensore dei diritti umani. Ogni giorno in molti paesi del mondo le persone vengono private delle proprie libertà, di ideali, di pensieri e di beni materiali in una sorta di persecuzione economica, civile ed etica.

La privazione dei diritti fondamentali, come quello di espressione, la libertà religiosa, le discriminazioni razziali o di genere, tutte queste situazioni di sofferenza e privazione di amore costituiscono la persecuzione più grande del mondo, quella dell'ingiustizia.

Mahatma Gandhi, Nelson Mandela, Martin L. King, Malala Yousufzai, questi personaggi sono pochi esempi viventi di lotta contro l'ingiustizia nel mondo, martiri politici e ideologici. Oltre alle già numerose persecuzioni per motivi religiosi, il mondo vede anche altre situazioni di soprusi da parte di governi e istituzioni, come Gesù ha predicato la grandezza del più piccolo, assumendosi poi la sofferenza della persecuzione, così oggi come ieri molte altre persone rivivono il suo impegno e ne traggono la dignità per essere umani e trascendere la sofferenza con l'amore.