La vita del Buddha.

Aggiornato il: 27 mar 2020



Fu predetto dai brahmani che il nascituro Siddhārta Gautama sarebbe stato un grande sovrano o un grande asceta rinunciante.


Siddhārtha Gautama


L'india intorno al VI secolo aC è divisa in una serie di piccoli feudi con capi politici che controllano villaggi. La cultura e la società sono saldamente in mano agli Arii che dominano con una struttura religiosa a caste.

Bisogna comprendere sempre che raccontando la vita del Buddha si fondono leggenda, tradizione e storia e che non c'è una ricostruzione fedele della vera vicenda.

In questa versione la madre di Siddhārta, Māyā, desiderando di avere un figlio, sogna un elefante bianco che le penetra nel fianco e, andando a chiedere ai brahmani spiegazioni, scopre che suo figlio sarebbe stato un grande sovrano o un grande uomo spirituale.

Il padre Suddhodana, terrorizzato da questa predizione, riservò al figlio il lusso e lo sfarzo più sfrenati all'interno della sua reggia, imponendo che al figlio non fosse fatto vedere niente di negativo durante le sue uscite da palazzo fino a quando, a 29 anni, Siddhārta uscì da solo dal palazzo del padre, andando a conoscere la miseria del mondo e della vita.

Camminando per la città Siddhārta incontrò un vecchio, un malato ed un corteo funebre, questi incontri manifestarono in lui la consapevolezza del dolore come costante della vita. Un ultimo incontro però cambiò radicalmente la visione del principe, l'incontro di un monaco rinunciante yati. In questo asceta rinunciante vide Siddhārta la serenità e la leggerezza del superamento del dolore, l'ascesi.

Vedendo il padre poi il figlio oscurarsi, gli chiede come può renderlo felice, Siddhārta chiede al padre eterna giovinezza, bellezza e salute senza malattie e morte. Suddhodana non può dare queste cose al figlio, così quest'ultimo abbandona la casa e intraprende la via dell'ascesi rinunciante.


"Grande partenza"


Siddhārta inizia a seguire diversi maestri e brahmani e riesce a superarli tutti.

L'ascesi e la rinuncia sempre più rigidi lo portano nei boschi dove ha un periodo di solitudine nel quale devasta il suo corpo alla ricerca dell'ascesi perfetta.

Alla fine di questa crisi Siddhārta comprende che la via non è una rinuncia totale, ricomincia ad alimentarsi e inizia una ricerca spirituale diversa.

Decidendo poi di mettersi a meditare sotto un ficus chiamato in seguito "albero della Bodhi", Siddhārta si impone di non smettere di meditare fino al raggiungimento del senso totale.

Il dio della brama Mara si allarma in questa vicenda e cerca di sedurre Siddhārta in ogni modo, scatenando tutte le tentazioni possibili. Attraverso sete, desiderio e passione Mara cerca di sedurre Siddhārta, infine assumendo proprio lui le sembianze di Siddhārta stesso, in una lotta interiore che il principe riesce a vincere arrivando all'illuminazione, al Nirvana.


Al culmine di questa liberazione praticata in ascesi Siddhārta Buddha spiega la sua comprensione profonda nel "discorso di Vārāṇasī", proclamando la dottrina delle 4 nobili verità.