La Pentecoste.


Jean II Restout, Pentecoste, 1732, Louvre

Siamo a Gerusalemme, nel Cenacolo dove è stata servita l'ultima cena con Gesù, gli Apostoli sono nella stanza dove solitamente veniva servita la cena assieme a Maria madre di Gesù. Sono passati 50 giorni dal giorno della Resurrezione del loro maestro e, gli Apostoli, sono riuniti assieme. Prima di questo giorno, Gesù era asceso al cielo e la promessa era che vi sarebbe stato uno Spirito che avrebbe guidato gli Apostoli a "tutta la verità".

Possiamo immaginarci come i Discepoli di Gesù si siano potuti sentire, spaesati forse, dovendo attendere questo Spirito che Gesù aveva annunciato.


Nel Libro degli Atti degli Apostoli, al capitolo 2, viene raccontata però proprio la storia dell'arrivo dello Spirito Santo, lo Spirito di Verità che dà inizio alla Missione della Chiesa. Questo arrivo miracoloso avviene il giorno di Pentecoste ci viene detto da Luca, autore del Libro.

Luca già lo chiama giorno di Pentecoste infatti si riferisce allo Shavu'òt, una festa del popolo degli Ebrei celebrato 50 giorni dopo Pesach. Questa festa, chiamata anche Festa delle Settimane o Festa della mietitura, ha origine nel popolo di Israele quando, al termine della mietitura del grano, si festeggiavano i raccolti. Un'interpretazione successiva legò a questa festa anche il ricordo della Legge che gli Ebrei ebbero tramite Mosè dal monte Sinai, 50 giorni dopo l'uscita dall'Egitto.


Questo è il testo di Atti 2, il racconto della Pentecoste dell'evangelista Luca:


"1 Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. 2 Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. 3 Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; 4 ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi. 5 Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. 6 Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua. 7 Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: «Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? 8 E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? 9 Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, 10 della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, 11 Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio». 12 Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: «Che significa questo?». 13 Altri invece li deridevano e dicevano: «Si sono ubriacati di mosto»."

Lo Spirito Santo si manifesta agli Apostoli con la forza di una tempesta, i tuoni dal cielo e il vento ricordano quasi il monte Sinai prima che vi salisse Mosè a riceverne la Legge. Infatti lo Spirito Santo per i Cristiani viene inteso proprio come "nuova Legge", ascolto attento dello Spirito di Dio.

Da questo evento ebbe inizio la diffusione da parte dei primissimi Cristiani del Kerygma, l'annuncio primordiale del Cristianesimo: "Gesù Cristo è morto e risorto per i peccati del Mondo". Proprio per questa dinamica di annuncio orale, gridato dagli Apostoli nelle piazze alle persone, lo Spirito infonde e dona agli Apostoli la capacità di poter parlare tutte le lingue, è la missione universale della Chiesa.

La Chiesa fondata dagli Apostoli è quindi il risultato dell'azione vivificatrice dello Spirito Santo che guidava e guida le decisioni e le scelte della sua sposa, la Chiesa Universale al compimento del Regno dei Cieli.