La creazione del mondo.

Aggiornato il: mar 15

I racconti di creazione del mondo e dell'Universo sono praticamente infiniti, ogni popolazione si riconosceva in una narrazione che raccontava la nascita del mondo e molto spesso del proprio popolo, tramite l'utilizzo di un Mito.

Sappiamo che i Miti servivano proprio per spiegare eventi inspiegabili, naturali ma allo stesso tempo eccezionali.

Il Mito Greco di Prometeo che porta il fuoco agli uomini rappresenta appunto la nascita, la Genesi della scoperta del fuoco da parte dell'umanità.


La parola Genesi significa proprio questo, inizio. Genesi è anche il titolo del primo Libro del testo sacro dell'Ebraismo e del Cristianesimo, che per i cristiani si chiama Bibbia. Il Libro si trova all'inizio della prima parte, l'Antico Testamento. L'Antico Testamento corrisponde poi, più o meno, al testo sacro degli ebrei, la Torah.


Il racconto è il mito cosmogonico più famoso al mondo, ma sarebbe un errore non collocarlo all'interno della sua cultura, quando è stato raccontato per la prima volta migliaia di anni fa. Sicuramente il popolo ebraico che per primo scrive e rende "ufficiale" il suo racconto della creazione, ha sentito altre centinaia di racconti di creazione, cosa li differenzia e li differenziava allora?


Innanzitutto il Monoteismo. La cultura dell'area Mesopotamica, della Mezzaluna fertile era piena di racconti mitologici comprendenti imprese di Dèi, di gesta di varie divinità, che poi formavano un Phanteon, un gruppo di Dèi che veniva adorato a seconda dei modi opportuni per ogni divinità, erano Politeisti.

Gli Ebrei no. Gli Ebrei sono tra i primi a spostare l'attenzione da più divinità ad un solo Dio, questo cambiamento è radicale, importantissimo in una Religione.


La diversità più sostanziale, però, risiede nel significato più profondo che si attribuisce al Mito raccontato.

Il racconto di Adamo ed Eva e di Dio che crea il giardino perfetto è un Mito, un racconto di fantasia con elementi simbolici, che significano qualcos'altro. Infatti non è oggetto di Fede la modalità del racconto, non è importante credere che Dio ha creato in 6 giorni obbligatoriamente e che il settimo si sia riposato, non è importante stabilire se abbia creato per prime le piante o gli animali. Il racconto dice al suo lettore che Dio ha creato tutto, oggetto di Fede diventa Dio e basta, il racconto poi però ci dice altro.


L'uomo e la donna, Adamo ed Eva, sono il massimo della creazione di Dio: "a sua immagine e somiglianza". Sono lasciati liberi nel giardino perfetto di Dio e sono chiamati a rispettare il giardino, a curare piante ed animali, a moltiplicarsi e a servire la Terra in una relazione di cura reciproca.

Il limite, la regola, risiede nel frutto di un solo albero.

Era una pesca? Una banana? Una mela? Un kiwi? Non è importante. Importante è sapere che il frutto in questione non poteva essere mangiato, perché Dio non voleva.

Rispettare il volere di Dio allora è considerato il gesto più importante dagli Ebrei che scrivono questo racconto. Raccontando la creazione del mondo, già fanno intendere al lettore, che era poi un Ebreo come loro, che l'importante era ascoltare e seguire il volere di Dio.

Questo si vede bene quando poi, Adamo ed Eva, mangiano proprio quel frutto. Il rapporto con Dio, a quel punto, è danneggiato. La storia dell'umanità diventa la storia di tante Alleanze con Dio che vengono puntualmente infrante da parte del popolo di Israele. La storia del tentativo di essere fedeli a Dio, il quale non volta mai le spalle all'umanità.


Il significato allora sembra essere il tentativo del popolo di ritornare verso Dio attraverso segni e gesti, quello che poi verrà istituito, creato con Mosè, cioè il Sacerdozio.