L'importanza della storia.

Aggiornato il: 13 mag 2020


Salve a tutti, oggi voglio parlare con voi di una questione che mi sta molto a cuore come insegnante, come studente e soprattutto come appassionato. Penso sia giusto dedicare la giusta attenzione a discernere i perché impliciti che regolano il pensiero comune, in particolare in ambito studentesco e didattico.

Uno di questi grandi perché è "perché la storia è importante?".

Ho riflettuto su questa domanda quando mi sono ritrovato, dopo un po' che non succedeva, a fruire e ad utilizzare diversi manuali e saggi storici, devo dire che avevo sempre supposto di sapere perché la storia è importante senza essermi mai fermato a rifletterci.


Praticamente credo di essermi appassionato veramente alla storia quando ho iniziato l'università, già da prima era una "materia" che studiavo più volentieri di altre, col tempo è diventata una necessità.

Però nonostante ci fosse una necessità profonda di voler conoscere la storia per poterla analizzare, per poterla discutere e, perché no, per arrivare a conoscere la "mia" storia, non avevo mai considerato perché fosse importante a prescindere da me.

"Egocentrico."


Ma adesso ho riflettuto!

Credo sia doveroso partire dalla risposta tipica che si dà sull'importanza della storia, la quale recita: "Conoscere gli errori del passato permette di non commetterli di nuovo in futuro."

Eh, oddio, mica è vero.

Perché, nonostante i tanti errori commessi nel corso della storia, pare che sia inevitabile continuare a commettere sempre i soliti, a rotazione.

"A rotazione?"

Ma sì! Una delle cose che pensavo o che più probabilmente avevo letto da ragazzo studiando i primi manuali di storia è: "Sembra che la storia sia ciclica."

Forse sembra solo a me, ma piuttosto che di ciclicità io parlerei di parallelismo paradigmatico.

"Eccolo è arrivato Harvard."

No, mi spiego. Più che identificare cicli storici consequenziali, i quali si ripetono all'interno delle strutture societarie creando veri e propri ritmi storici, preferisco identificare, sia all'interno degli stessi tempi storici sia in tempi diversi, parallelismi esemplari, ritmici a loro volta.

"Non ti sei ancora spiegato."


Perfetto.

Piuttosto che vedere la storia come una serie di cicli che si ripetono, uno studio che comunque ha dell'affascinante in modo assurdo, credo che bisogni imparare ad apprezzare la storia per la sua capacità di creare situazioni in paesi diversi e in tempi diversi molto simili. Saperle discernere può insegnare a prevedere la storia!

"Un superpotere!"

Magari, ma neanche questo è vero. Non si impara a vedere nel futuro, si impara solo a vedere nel passato.


Credo che ognuno di noi sappia quanto è importante conoscere la propria storia personale per poter sapere chi è adesso. Devo sapere che sono Emanuele, che sono il terzo figlio di nove figli e che nella mia vita ho fatto determinate attività che mi hanno portato oggi a fare determinate attività.

"Maestro ma questo è ovvio!"

Certo questo è ovvio ma, se è ovvio per la mia vita individuale, credete abbia lo stesso valore nella vita collettiva di una società?

"La società è un essere vivente come la persona?"

Non lo so.

"Puoi controllare?"

Non so dove cercare, ma che volete cercatevelo voi!


Io dico solamente: attenzione!

La storia è ovunque. La storia è nell'arte, nella geografia, nella religione, nella letteratura, nella cinematografia, nella musica, nella matematica, in tutto bambini non sto a fare l'elenco, anche nel modo di lavarsi i denti se vogliamo!

Perché se c'è una storia di Emanuele c'è anche una storia di come ci si lavava i denti nel 4000 avanti Cristo, credo.

"Maestro il punto."


Sì, ecco.

La chiave della storia è la curiosità. Difatti in generale ai bambini la storia piace ma poi purtroppo i bambini crescono, scherzo.

La storia risponde a tutte le nostre esigenze cognitive perché è il racconto di tutti noi, morti e vivi.

Certo la scienza e la tecnologia hanno creato il Bimby che cucina ogni cosa, ma se non avessimo le ricette storiche fatte con gli ingredienti storici del nostro particolare paese allora che cucineremmo?

Gli esempi sono stupidi ma rendono l'idea credo, dalle ricette agli Stati Generali è mezzo secondo.


Non solo, effettivamente conoscere la storia può anche evitare che si ripetano clamorose prese di posizione da parte di stati o singoli che sono risultate dannose per qualche civiltà in qualche periodo storico, magari per non esserne sottomessi.

Conoscenza è mezza prevenzione.

Insomma, se non sapete cosa fare un buon saggio storico può creare un universo alternativo nella vostra mente, ambientato nel passato e del tutto educativo, è figo.

Mi auguro che questa mia riflessione venga presa solo per quello che è, una riflessione.

Grazie e a presto,


Maestro Emanuele