Buddhismo Theravāda e Mahāyāna

Il Buddhismo, come abbiamo visto all'inizio della sua storia, nasce come una Dottrina principalmente per Asceti, si cerca di seguire l'esempio del Buddha imitando la vita stessa del Buddha. Proprio il fatto di essere molto rigida, composta da digiuni, lunghe meditazioni, vita praticamente monastica, è stato l'inizio della Dottrina buddhista.

Già poco dopo la morte del Buddha si ebbe una prima riunione dei maggiori esponenti di questa giovane Dottrina. Il primo Concilio si ebbe nel 483 aC, qui si stabilì per la prima volta che il Buddhismo doveva essere a carattere monastico, dichiarando l'inizio della tradizione Theravāda.

Negli anni a seguire, però, tra il 383 e il 250 aC si ebbero altri due Concili, il primo a Vaiśālī, nel quale il Buddhismo Theravāda si riconfermò come unica dottrina, facendo disperdere altre Scuole di altre idee. Il secondo Concilio invece, a Pataliputra, si può pensare che abbia dato inizio a quella corrente letteraria che piano piano ha comportato la nascita del Mahāyāna, o "Grande Veicolo", portata poi a "Dottrina di Stato" dal re Ashoka.

La formazione del Canone Pali, con l'aggiunta del terzo canestro di Scritture, si sarebbe avuto all'epoca del terzo Concilio quindi.

Il Mahāyāna è stata l'apertura del Buddhismo ai Laici.

Il "Grande Veicolo" è inteso come azione della perfetta benevolenza e compassione verso tutti gli uomini. Ovviamente la nascita di una corrente diversa da quella originaria portò a diverse discussioni sulla Dottrina.


Possiamo trovare punti in comune tra la corrente Theravāda e quella Mahāyāna ad esempio nella Dottrina delle 4 Nobili Verità, così come nella Dottrina del Ciclo delle Rinascite decise dal Karma, possiamo trovare anche la Dottrina dell'Originazione Dipendente e quella dell'Anātman. Queste due forme di Buddhismo quindi condividono molti aspetti dottrinali, non sono Dottrine molto diverse, anzi.

La differenza sostanziale infatti sta nella visione che queste due correnti hanno del Buddha. Se per la corrente Theravāda il Buddha è un Asceta perfetto, colui che ha raggiunto l'Illuminazione, per il Buddhismo Mahāyāna il Buddha è sì un esempio di ascetismo, ma con la sua Illuminazione entra in uno stato spirituale più alto, viene divinizzato quasi, entra in uno stato di "buddità".

Il Buddha diviene l'essenza stessa del Nirvana in uno stato soprannaturale, si viene delineando la Dottrina del Bodhisattva, il quale è un essere che ha raggiunto l'Illuminazione e che intercede con la sua compassione per tutti gli uomini.

Fondamentale per il Buddhismo Mahāyāna è infatti la Dottrina della Compassione, Karuṇā.

Pure il Nobile Ottuplice Sentiero subisce delle variazioni nella Dottrina del "Grande Veicolo", diventando una pratica accessibile anche ai Laici, i quali attraverso il culto e i riti, entrando in comunione con il Bodhisattva che li accompagna verso la liberazione.

Mentre nel Theravāda la liberazione è individuale, ognuno si salva seguendo la Dottrina monastica, nel Mahāyāna il fedele ha Fede, esegue riti e partecipa alla vita religiosa della comunità, rimandando l'Illuminazione in un futuro dopo la morte, opera dell'intercessione dei Bodhisattva.

Molto importante è anche la Dottrina della Vacuità, Śunyātā, di Nāgārjuna. Il filosofo e monaco Buddhista, che ha vissuto tra il II e il III secolo dC è stato uno dei padri autorevoli della corrente Mahāyāna, ha teorizzato questa dimensione di vuoto, Vacuità, nella quale tutta l'esistenza rientra, compresa la Dottrina. Per questo la liberazione dopo la vita è l'uscita dalla Vacuità della vita stessa, qui il Buddhismo agisce come un mezzo per la liberazione, è la via per uscire dal vuoto.

Theravāda e Mahāyāna sono quindi le due grandi Scuole nelle quali si articola il Buddhismo indiano, ovviamente altre varie forme di Buddhismo come quello Tibetano, quello Cinese o quello Giapponese meritano altri tipi di distinzioni e narrazioni.


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